Sapessi, amore mio, che cosa è successo Un matto, al mercato, urlava come un'ossesso Gridava, piangeva il suo amore disperato Per la figlia del fioraio, uomo bravo e ben voluto E tra i banchi di frutta, tra pensionati e suore, signori ben vestiti Commentavano il suo amore, dicevano è inaudito quanta maleducazione alzar così la voce ripetendo 'ste parole: "Ahi Julie, ahi Julie Regalate un sorriso al mio cuore impenitente, Lui non smette di cantare, vuole stringervi Impazzire Sono uomo di parola e non do albergo ad ore." I turisti passavano un po' spaventati, farfugliavano qualcosa Arrivò una divisa disse meglio che tu vada A urlre in mezzo ai prati, Ora calmati, respira e corritene a casa E Julie lo guardava, certo, stupita Lui la vide, si struggeva, l'avrebbe rapita Le sue mani sulle guance stringevano forte Ed i vecchi smisero anche di giocare a carte "Folle impazzito la ragione hai perduto Vendo fiori alla gente nel mercato a Firenze Se mi ami per davvero prendi pure questo fiore Ma non farlo appassire tra le ombre del tuo cuore" Lui la prese in parola E con gesto teatrale Prese fiori di pesco E li avvolse in un giornale E mentre i gatti rubavano Pesce dai banchi Un applauso della folla commosse tutti quanti Ahi Julie, Ahi Julie Io vi amerò sempre Notte e dì Ahi Julie, Ahi Julie Conserverò il fiore Sarà il pegno del mio amore Ahi julie, Ahi Julie I lampioni di Firenze narrano la storia Del matto innamorato che sposò la fioraia