Oh tappeti di foglie! Coi piedi sprofondi in aiuole Chi ha lasciato lì il suo seme? Chi lo raccoglie, chi ne gioverà? Tirando sassi in uno stagno, nascondevi nel taschino un uragano Scommettevi di battaglie navali in laghi di montagna Goffe anatre nel cielo Teste che fumano manco un camino Il panorama è tale nel dettaglio Hai detto troppo presto: conosco il tuo prossimo passo O popolo stremato, che vuoi che sia? Pranza, ti inghiotte stanca la tua terza vita Il tempo passato ad inseguirla Alzandosi all'alba, cercando una meta Fuori da quei cancelli seminavi la pena di tornare a casa Chiuder fuori la rovina, far di pochi metri la distanza sicura E che dire di quei vascelli in fondo al mare? Dentro le stive forzieri di occidentale sapere Occhio di Lince! Occhio di Falco! Seduto sul cassero non puoi non vedere! Nel parco dove giocando si è rotto lo specchio Dove ho sporcato le scarpe tra i palazzi in cemento Dove è cresciuto un sospetto Dapprima così piccolo e pacifico, poi con fauci da mostro Ecco i flutti e le onde: la chiglia non può più fermare! Ecco l'acqua, l'abisso infernale Mentre sale le scale, sommerge I tuoi mobili, e ti coglie in ciabatte Pranza, ti inghiotte stanca la tua terza vita Il tempo passato ad inseguirla Alzandosi all'alba, cercando una meta Fuori da quei cancelli seminavi la pena di tornare a casa Chiuder fuori la rovina, far di pochi metri la distanza sicura E quelli che avevano scelto le onde alla pianura Quelli ingannano il tempo aspettando la resa Perché troppo arduo sudarne una propria